Hilde De Clercq

Hilde De Clercq

Hilde De Clercq (5 novembre 1958) è al tempo stesso una professionista dell’autismo e la madre di un figlio con autismo. Questa combinazione la rende un’autorità in materia di autismo, poiché la mette in grado di coniugare la conoscenza teorica e la saggezza proveniente dai libri con la realtà quotidiana dell’autismo. A partire dal proprio vissuto, Hilde De Clercq incarna meglio di chiunque altro il punto di vista dei genitori.

Hilde De Clercq è laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Gand. Grazie alla sua grande esperienza nel campo della formazione dei genitori e dei professionisti, sui temi più vari – comunicazione, collaborazione, supporto visivo –, è succeduta a Theo Peeters nel ruolo di direttrice del Centro di Formazione per l’Autismo (Opleidingscentrum Autisme) di Anversa. In questo momento lavora nuovamente, dopo una breve interruzione, per la VVA (associazione fiamminga per l’autismo, un’associazione di genitori) e come formatrice indipendente dei professionisti, in Belgio e all’estero.

Ha pubblicato due testi sulle differenze di pensiero nell’autismo e le loro conseguenze, che sono stati tradotti in diverse lingue. È conosciuta anche come oratrice e viene regolarmente invitata come relatrice anche all’estero. Fa inoltre parte della redazione della rivista Good Autism Practice, pubblicata dall’Università di Birmingham, ed è affiliata al programma TEACCH, nato a Chapel Hill nella Carolina del Nord.

L’autismo da dentro

L’autismo da dentro. Una guida pratica (Erickson 2011) è un manuale, una guida pratica rivolta ai professionisti, ai genitori e forse anche agli stessi ragazzi con autismo. Hilde De Clercq introduce delicatamente il lettore nel mondo dele persone con autismo, osservando i loro comportamenti di gioco. Attraverso le reazioni d’angoscia e le difficoltà che possono generare in questi ragazzi i giochi di fantasia, i giochi di ruolo, le storie, i travestimenti, i burattini, il teatro, ecc. si scopre lo spettro dei disturbi autistici.

Questo si definisce ancor meglio nel secondo capitolo, che tratta del linguaggio e della comunicazione. Un bambino con autismo ha una mente molto “letterale”, mentre il linguaggio di cui si servono le persone senza autismo è molto fluido, si rivolge all’immaginazione e ai sentimenti ed è pieno di comunicazione dissimulata, implicita. Alla domanda: «Puoi passarmi il sale?» un bambino con autismo risponderà «sì», in modo del tutto logico, senza per questo passare la saliera al suo interlocutore. Si può quindi immaginare la perplessità di questo bambino di fronte a espressioni come «non fiatare», «essere nelle braccia di Morfeo», «avere lo stomaco in fondo ai piedi», «lavarsene le mani»… E fino a che punto gli sarà difficile capire il senso di una domanda come: «Hai voglia di un gelato, no?».

I bambini senza autismo hanno la tendenza a generalizzare: una sedia è un oggetto su cui ci si siede. I bambini con autismo hanno esattamente delle difficoltà a generalizzare: ogni oggetto è diverso. C’è questa sedia, ma anche quest’altra, o questo sgabello, e questa poltrona. È per questo che l’elaborazione di un lessico, di un catalogo lessicale, può essere di grande aiuto per un bambino con autismo. Per esempio, la parola “scarpa”, seguita da una lista di tutti i diversi tipi di “scarpe” e dei loro usi specifici. Devono sicuramente capire ciò che gli altri comprendono istintivamente. Pensano in bianco e nero, fanno fatica ad assimilare la duttilità del linguaggio. Sono dei pensatori visivi: pensano in immagini, non in parole. Assimilare diverse tracce simultaneamente è difficile per loro (per esempio, ascoltare e prendere appunti). Pianificare un’attività, iniziarla o interromperla prima di averla completata, prendere distacco dalle proprie abitudini, da ciò che è loro familiare, da ciò che hanno assimilato, è molto complesso per questi bambini. Fanno fatica a provare empatia, a incanalare le emozioni e i sentimenti.

Per i genitori, i membri della famiglia, i professionisti e le persone con autismo si tratta di una ricerca permanente, un continuo lavoro da detective, un puzzle da ricomporre per imparare a conoscere e a collocare i bisogni. Poiché ogni persona con autismo ha il proprio sistema di pensiero, una sorta di sistema di comunicazione individuale (non universale) che solo le persone che si interessano a lei da vicino e la conoscono bene possono capire.
Il capitolo che tratta della sessualità e dell’educazione sessuale mette in luce questo aspetto e illustra nel modo più chiaro possibile fino a che punto queste questioni possono essere difficili da capire per una persona con autismo e come è complesso adottare il giusto atteggiamento e trovare la soluzione adeguata (andando dal “non svegliare il cane che dorme” all’”apprendimento dell’autoprotezione”).

Mangiare, dormire, lavarsi, acquisire autonomia, manifestare atteggiamenti quotidiani generalizzati, tutti questi aspetti esigono un “approccio” diverso, poiché per ogni bambino con autismo ogni situazione che si svolge in un luogo diverso, in circostanze diverse, è completamente diversa (ci si comporta correttamente a tavola a casa, ma questo non implica farlo anche in mensa; Dalla zia X il comportamento è completamente diverso da quello che si tiene dalla zia Y; L’autobus numero 3 non è l’autobus numero 4…). Per ognuna di queste circostanze bisogna concordare nuove regole di comportamento, stabilire delle liste, inventare delle “storie sociali”.

L’autismo da dentro è in effetti un libro che può svolgere il ruolo di guida pratica per i professionisti e i genitori, o per chiunque si trovi a essere vicino a un bambino con autismo. È ricco di esempi presi dall’esperienza, rivestiti di saggezza, di comprensione, di strizzate d’occhio. Il volume contiene liste tematiche, consigli pratici, suggerimenti, percorsi descritti “passo per passo”. Si rivolge al cuore e all’immaginazione, soprattutto attraverso le poesie che si trovano fra un capitolo e l’altro e ancor più per mezzo dei testi scritti da persone con autismo, che testimoniano in maniera pregnante il loro mondo e le difficoltà con le quali si trovano costantemente ad avere a che fare.

Ma questo libro non si rivolge soltanto alle persone direttamente coinvolte: si legge come un racconto. Spogliata da ogni genere di teoria che potrebbe intimidire, quest’opera è il risultato di un’enorme esperienza, di un’immensa empatia e di belle qualità del cuore, e potrà interessare tutte le persone curiose di sapere che cosa è l’autismo nella vita quotidiana e quali sono i problemi che le persone con autismo incontrano. — V De Raeymaeker

Libri di Hilde De Clercq